Aff.mo Signore
Vorrei seguire il vostro consiglio, ma come riuscirvi? ho il capo frastornato, contro a forza, e non posso levarmi dagli occhi l'immagine di questo incognito. Lo vedo di continuo esso mi prega, mi sollecita, ed impaziente mi chiede il lavoro. Continuo, perchè il comporre mi stanca di meno del riposo. Altronde non ho più da tremare. Lo sento a quel che provo, che l'ora suona; sono in procinto di spirare; ho finito prima di aver goduto del mio talento. La vita era pur si bella, la carriera s'apriva sotto auspici tanto fortunati, ma non si può cangiar il proprio destino. Nessuno misura i propri giorni, bisogna rassegnarsi, ecco il mio canto funebre, non devo lasciarlo imperfetto.
Lettera di W. A. Mozart a Lorenzo da Ponte. Morirà il 5 dicembre 1791.
Vorrei seguire il vostro consiglio, ma come riuscirvi? ho il capo frastornato, contro a forza, e non posso levarmi dagli occhi l'immagine di questo incognito. Lo vedo di continuo esso mi prega, mi sollecita, ed impaziente mi chiede il lavoro. Continuo, perchè il comporre mi stanca di meno del riposo. Altronde non ho più da tremare. Lo sento a quel che provo, che l'ora suona; sono in procinto di spirare; ho finito prima di aver goduto del mio talento. La vita era pur si bella, la carriera s'apriva sotto auspici tanto fortunati, ma non si può cangiar il proprio destino. Nessuno misura i propri giorni, bisogna rassegnarsi, ecco il mio canto funebre, non devo lasciarlo imperfetto.
Lettera di W. A. Mozart a Lorenzo da Ponte. Morirà il 5 dicembre 1791.






