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martedì, 14 agosto 2007
Sono stanco.
E' agosto, anzi è proprio ferragosto, e io son sempre qui, arco nella destra e strumento nella sinistra. E' molto faticoso, soprattutto di testa, convincersi che non è un giorno speciale, che non c'è niente di diverso dagli altri 364 giorni dell'anno. Come a Natale, come a Pasqua, per il proprio compleanno o per ogni altra festa comandata.
Devi studiare.
Heifetz diceva: "Se non studio un giorno, lo so io. Se non studio due giorno, se ne accorgono i critici. Se non studio tre giorni, se ne accorge il pubblico". E io sono un meno di un bottone della sua camicia. Siamo come sportivi, ma senza il ritiro, non abbiamo un campionato con 30 giornate, quando tiri fuori lo strumento o apri il pianoforte, e suoni, a volte può cambiare la tua vita: un'audizione, un concorso, una lezione con un grande maestro.
E non c'è fortuna che tenga.
Se studi sei tranquillo, se non studi stai male. Se studi non è detto che le cose ti vengano, puoi anche fartela sotto per un motivo qualsiasi, magari perchè in platea c'è uno che ti dà sui nervi, o perchè hai male a un polso per affaticamento, o perchè è umido e ti si scorda lo strumento.
E' una vitaccia.
E devi sorridere sempre.
Magari hai suonato malissimo e c'è una signora che è quasi commossa, o ti senti di aver detto qualcosa di importante e invece nessuno ha capito niente, e ti chiedono di fare "un bel valzerino". L'altra sera una signora mi ha chiesto com'è possibile che in conservatorio non si studi la musica napoletana. Mi ha fatto tanta pena. Cara signora, non facciamo neanche i capisaldi della musica del '900, sa quanto cazzo me ne frega di O sole mio?
Siamo schiavi dei vezzi, delle voglie, dei tiraculi degli altri.
Ovviamente parlo di quelli come me, di livello basso, che cercano di fare del proprio meglio per trovare un posticino dignitoso.
Ma la gioia che ti dà la musica, SUONARLA (non mettere su un cd che a far quello son buone anche le scimmie), è incommensurabile. Ora torno a studiare.
E che Dio me la mandi buona.

Giornalista: "Maestro Heifetz, come suona bene il suo Stradivari"
Heifetz: "Come?" - porge l'orecchio al violino - "Io non sento niente!"
C'è ancora una speranza per l'umanità: Occhioallapenna era stranamente ancora vivo alle ore 15:09 | Link | commenti (3)
categoria:musica, heifetz