Rimango a volte sveglio la sera, dopo essere tornato a casa dopo una uscita, guardando la tv o leggendo, cercando di tirare tardi, perchè la notte è l'unico momento della giornata nel quale posso veramente rilassarmi senza pensare di dover studiare.Mi piace aggrapparmi a questi brandelli, riuscire a portare la soglia del crollo onirico un po' più in là, cercando di farla combaciare con un risveglio dignitoso ad un orario dignitoso. Quanto sono stupido.
Ieri sera mentre tornavo a casa in macchina pensavo alla gente in discoteca. Mi piacerebbe farci di nuovo un salto, come ai vecchi tempi quando ero pieno di belle speranze, ma mi sono immaginato in mezzo a quella bolgia di umanità lucidata e gioiosa che saltella all'unisono, che urla, con un sobillatore che li aizza a divertirsi il più non posso. Ma tutte le storie di quelle persone devono proprio lasciate fuori? Tutte quelle vite, non devono proprio avere alcun senso?
Io mi siederei su un divanetto, con qualcosa da bere in mano, probabilmente una birra perchè i superalcolici proletari non li sopporto più. Guarderei e ascolterei la musica, giudicando via via le canzoni che scorrono, prestando attenzione ai particolari che mi erano sfuggiti del testo, e terminando sempre con una amara considerazione di quello che ho sentito. Ma tutta quella gente, avrà pure qualcosa da dire, dei sogni, dei trascorsi. No, non credo che farebbe per me. Ci vorrebbero dei locali dove ci si siede tutti attorno a un tavolo, si beve un bicchier di vino e ci si racconta storie, una sorta di psicoanalisi soft.
Ieri sera mentre tornavo a casa in macchina pensavo alla gente in discoteca. Mi piacerebbe farci di nuovo un salto, come ai vecchi tempi quando ero pieno di belle speranze, ma mi sono immaginato in mezzo a quella bolgia di umanità lucidata e gioiosa che saltella all'unisono, che urla, con un sobillatore che li aizza a divertirsi il più non posso. Ma tutte le storie di quelle persone devono proprio lasciate fuori? Tutte quelle vite, non devono proprio avere alcun senso?
Io mi siederei su un divanetto, con qualcosa da bere in mano, probabilmente una birra perchè i superalcolici proletari non li sopporto più. Guarderei e ascolterei la musica, giudicando via via le canzoni che scorrono, prestando attenzione ai particolari che mi erano sfuggiti del testo, e terminando sempre con una amara considerazione di quello che ho sentito. Ma tutta quella gente, avrà pure qualcosa da dire, dei sogni, dei trascorsi. No, non credo che farebbe per me. Ci vorrebbero dei locali dove ci si siede tutti attorno a un tavolo, si beve un bicchier di vino e ci si racconta storie, una sorta di psicoanalisi soft.
C'è ancora una speranza per l'umanità : Occhioallapenna era stranamente ancora vivo alle ore 08:20 | Link | commenti (3)
categoria:sonno, notte
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