Stasera son stato a suonare in una bella festa piena di gente ricca, vestita bene. Io sembravo un pezzente, anche se con il mio strumentino in mano son stato chiamato lì apposta a fare il burattino e a farli sorridere. Poi mi sono avvicinato al buffet e mi son messo a bere, se son stato subito meglio. Se bevo mi vien la malinconia, mi ricordo che a casa qualcuno mi aspetta e mi passa la voglia di figa. E mi dimentico che sono un parassita, che il mio lavoro nel migliore dei casi sarebbe quello di far ballare i ricchi, di farli sorridere.
Una vecchia mi ha fatto i complimenti sorridendo mentre parlavo con gli altri musicisti e la presentatrice. Le avrei voluto chiedere: "che cosa ho fatto io stasera per lei? stavo li sul palco, ok, ma ti ricordi cosa ho fatto?". No. Mi ha fatto i complimenti perchè ero sul palco. E basta. Abbiamo fatto mezza prova ed erano tutti contenti. Che schifo. Jingle Bells.
Vorrei bere ancora stasera, se non fosse che domattina mi sveglierò con un topo morto in bocca.
Amore,
fermiamoci nel solito bar
e diamoci dentro, stanotte,
come non abbiamo mai fatto
siamo sempre stati così ufficialmente
elegantemente
diligentemente
puliti.
Usciamo poi da qui,
reggendoci l'uno all'altra
come due marinai,
raccontandoci qualcosa delle nostre vite
di quello che non ci lega
di quello che non ci riguarda.
Lasciamo che tutto scorra,
inutile opporsi.
Affrontiamo le nostre scelte
con una ridicola dignità.
Vuoi trascinarti con me
verso il mare?
Saliamo sulla vespa rossa
verso est,
in faccia al sole
completamente ubriachi.
Vorrei che fossimo storditi
per ridere tanto
vederti piegata in due dal ridere
che domani,
e ieri,
non c'è un cazzo da ridere.
in una sacra bevuta
in una notte pregiata
camminando sul molo
aspettando il destino
aprirti, e volarti dentro.






